Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the

Online Distributed Proofreading Team at (This file was produced from images generously madeavailable by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano)

EMILIO RAGA

I

DRAMMI DE' CAMPI
PADRE DON GIUSEPPE LA VENDETTA—PROPRIETARI E FITTAIUOLI SEQUESTRO.

                                MILANO
                      Emilio Quadrio, Editore
                          Via Rastrelli, 8.

1886.

PROPRIETÀ LETTERARIA

L'Edizione è stampata su carta Filadelfia filogranata E. Q.

PADRE DON GIUSEPPE

Peppe, figliuol mio, sii sempre buon cristiano, e timorato di Dio, che
Dio t'aiuterà, e ti guarderà dal peccato e dalle male persone.

Ciò lo zio Saverio non si stancava mai dal ripetere a quel monello delnipote, che una sua figliuola, morendo, gli aveva lasciato sullebraccia e corroborava tali parole con degli esempi che n'aveva pienala testa, e che raccontava con quella commovente ingenuità e conquella fede propria de' buoni vecchi.

Lui invece stava ad ascoltarlo broncio broncio, con gli occhi bassi,che alzava solamente quando il vecchio volgeva altrove i suoi, e persaettargli uno sguardo di bestia restia ad addomesticarsi.

Una delle curiosità archeologiche di S. Giovanni era di certo lo zioSaverio, con quella sua figura incartonita da mummia egiziana sotto unberrettino bianco, insaccato sempre in una specie di giubba di grossopanno turchino, a falde quadrate, in brache corte e stivaloni colnappino, tutti rabeschi. Sì che per le strade i monelli gli andavandietro, e gli facevano la baiata, senza far parere che la facessero alui. Ma se ne fosse anche accorto? quei panni non li avrebbe smessiper tutti i tesori del mondo: aveva visti vestiti così suo nonno, suopadre, mill'altri dell'istesso ceto con essi; dovevano trovarci tuttoil loro comodo in quella foggia di vestire dacchè l'avevano adottata,e con la tenacità del suo buon senso contadinesco non capiva perchèdovesse far diversamente da loro egli, cui quella foggia non davapunto noia, e sacrificare ai tempi come tanti e tanti che, a dir vero,gli parevano assai leggieri di mente. Per lui invece era uomo dicarattere don Francesco che portava ancora il codino: per questoanche, quando l'incontrava, gli faceva un saluto più rispettoso diquello che facesse al padre arciprete o al figliolo del barone (cheveniva da Cammarata in S. Giovanni per la sola festa di giugno)tutt'attillato nel suo vestito alla moda, una vergogna per un capo dipaese!

Ma se seguiva con tanta tenacità la moda dei suoi padri, ne avevaradicati nell'anima le massime e i principi, poichè bisogna dire cheera l'onestà in persona, qualità che in quella famiglia s'eranotramandata di padre in figlio. Epperò nominava sempre mastro Gaetanosuo avo, ch'era stato il tutto in casa del vecchio barone, in mezzoall'oro e all'argento, e quando morì le spese del mortorio dovettefargliele il padrone: nominava sempre mastro Andrea suo zio, mortopovero in canna per il suo buon cuore; non parlava di suo padre, iBerlingrieri potevan dire che uomo era, e quanta fiducia avevanoriposta in lui, senza che se ne avessero avuto a pentir mai. Sicch

...

BU KİTABI OKUMAK İÇİN ÜYE OLUN VEYA GİRİŞ YAPIN!


Sitemize Üyelik ÜCRETSİZDİR!